Un pareggio con il cuore: il girone torna alla portata, ma per fare il salto di qualità manca ancora qualcosa.

Ancora una volta un pari in questi gironi di Champions per i bianconeri. La squadra di mister Conte non riesce nell’ardua impresa di battere i blancos, in una partita indicata come cruciale per questo inizio di stagione in Europa. Un pareggio però che potrebbe rivelarsi più utile del previsto, dato il tonfo esterno del Galatasaray nella trasferta danese di Copenaghen.
Al di là della concreta possibilità di passare il girone eliminatorio, stasera si è potuta notare ancora una volta la differenza in Europa fra la squadra Campione d’Italia e i top team che si giocheranno la vittoria finale.
Pur avendo fatto un primo tempo di sostanza, la formazione di casa ha faticato a trovare la porta, pur avendo comunque avuto un paio di occasioni limpide; riuscendo a passare grazie ad un rigore di Arturo Vidal.
Nella seconda frazione invece, quando il Real ha deciso di forzare il gioco, sono bastati appena 15 minuti per ribaltare il risultato e colpire anche una traversa; il tutto con estrema facilità e grazie ai soliti errori di disimpegno che ormai in questa stagione accompagnano la Vecchia Signora.
Quando finalmente, e’ giunto un buon cross, il volenteroso “gregario” Llorente ha insaccato , raggiungendo il sospirato pareggio.
La disamina della gara ci da un quadro sulla situazione europea attuale in casa bianconera: squadra che gioca bene ,sorretta da un centrocampo di livello assoluto; difesa che pecca di attenzione, ma che comunque non disponeva del suo uomo migliore(Giorgio Chiellini); attacco ancora troppo lineare( troppo prevedibile, con un Tevez “europeo” non in grado ancora di fare la differenza); ma soprattutto con una concezione della partita forse ancora confinata nel nostro territorio italiano. Non si può infatti, “controllare” mai il match contro queste squadre abbassando la guardia o smettendo di giocare per un tempo intero e soprattutto non bisogna concedere opportunità così ghiotte a gente come Bale o Ronaldo , i quali 99 volte su 100 , a tu per tu con il portiere avversario, fanno gol.
La speranza del popolo juventino in Europa potrebbe essere solo una : passare i gironi e cercare di trovare nel mercato di riparazione invernale  qualche elemento in grado di garantire il salto di qualità alla compagine di Antonio Conte; altrimenti sarà difficile riuscire a spingersi al di la’ dei propri limiti già raggiunti lo scorso anno.
I tifosi ci credono ancora: sognare è lecito, ma a volte a questi livelli il cuore solo non basta…

Infondo ,basta una notte da “10” !

Poche ore oramai, poche,lente, ma lunghe e interminabili…
E’inutile girarci intorno, allo Juventus Stadium questa serà non andrà in scena una semplice partita, ma la “Partita”.
La Juventus sa bene che dal match di coppa di questa sera passa una fetta sostanziale della propria stagione; ed è per questo che l’adrenalina e il coraggio dovranno per forza di cose avere il sopravvento sull’ansia e la paura che tutto possa svanire troppo presto.
Gli uomini di Conte sono al corrente di ciò e avranno bene memorizzato in questi giorni i dogmi che lo “Special One” del Salento avrà inculcato loro: cuore, grinta e coraggio.
Tutte doti che si radicano in un calciatore, in quel nuovo simbolo bianconero, che risponde ad un solo nome e cognome : Carlitos Tevez.
Dovrà essere proprio l’apache a guidare l’esercito di casa all’ardua impresa di “annientare” la corazzata nemica.
Troppi sono oramai gli anni che il campione argentino non mette il timbro nella massima competizione europea; troppe le critiche che alla fine di ogni match di Coppa riceve per avere il solo “difetto” di non buttarla dentro.
L’apache lo sa, avrà visto sicuramente in dvd quella famosa notte del 2003, quando un altro numero 10 “disegnava” una partita perfetta, una delle tante notti magiche che portano il suo marchio..
Infondo basta prendere esempio per una volta; basta una notte da 10!